Metodo FATOS©
(n. 2025/01682) – Tutti i Diritti Riservati
Negli anni in cui ho vissuto in Romagna, ho intrapreso autonomamente un progetto di ricerca che prevedeva l’utilizzo della casa delle bambole e le bambole in terapia con gli adulti.
Con il passare del tempo e con la pratica, ho avuto modo di inventare, tarare ed applicare ai miei pazienti le seguenti tecniche:
| Tecnica | Scopo / Utilità clinica |
| Scena Trigenerazionale | Esplorare le dinamiche familiari attraverso tre generazioni, individuando alleanze, esclusioni e modelli relazionali transgenerazionali. |
| I Racconti di FATOS™ | Rappresentare eventi familiari recenti per analizzare interazioni, ruoli e vissuti emotivi legati a situazioni specifiche. |
| A Pranzo da FATOS™ | Osservare le dinamiche relazionali durante un momento conviviale, mettendo in luce ruoli, distanze, conflitti e legami affettivi. |
| Genogramma di FATOS™ | Mappare la storia familiare con bambole, integrando elementi simbolici e narrativi per identificare schemi ricorrenti e miti familiari. |
| Le Statue di FATOS™ | Tradurre in forma visiva e spaziale le percezioni relazionali, esplicitando dinamiche emotive e di potere spesso inconsce. |
| Planimetria Emotiva | Collocare emozioni in uno spazio simbolico della casa per facilitare la comprensione e la gestione dei vissuti emotivi. |
Alcune tecniche prevedono l’utilizzo delle bambole e della casa delle bambole, altre delle sole bambole e una (la Planimetria Emotiva) non prevede l’utilizzo né della casa né delle bambole, ma di carta e matita!
Ogni modalità di utilizzo contiene specifiche indicazioni che lo psicologo è tenuto a seguire e ci sono precisi elementi da osservare (che spiegherò in seguito).
Ambiti di applicazione del Metodo FATOS©
Il Sistema FATOS©, attraverso l’utilizzo simbolico e tridimensionale della casa delle bambole, si presta a diversi contesti clinici, grazie alla sua capacità di favorire l’espressione di contenuti profondi in modo indiretto, sicuro e trasformativo. Tra gli ambiti principali di utilizzo:
- Traumi
La casa delle bambole offre uno spazio protetto in cui il paziente può rappresentare esperienze traumatiche senza doverle verbalizzare in modo diretto. Il linguaggio simbolico permette di accedere ai vissuti dolorosi riducendo il rischio di retraumatizzazione e favorendo un’elaborazione graduale e contenuta.
- Conflitti familiari
Attraverso la disposizione dei personaggi, la casa consente di rappresentare dinamiche familiari disfunzionali, come triangolazioni, alleanze rigide, esclusioni o inversioni di ruolo. Il paziente può osservare e rielaborare le modalità relazionali apprese, immaginando nuove possibilità di cambiamento e riorganizzazione del sistema.
- Crescita personale e consapevolezza di sé
Il lavoro simbolico facilita il riconoscimento di ruoli interiorizzati, bisogni emotivi e risorse personali. La narrazione costruita nel gioco consente di accedere a nuove prospettive su di sé e sulla propria storia, favorendo processi di differenziazione, integrazione e agency.
- Terapia di coppia e familiare
L’uso della casa delle bambole in contesto diadico o familiare permette ai membri del sistema di esplorare in modo simbolico e non minaccioso i reciproci vissuti. Le rappresentazioni condivise stimolano empatia, decentramento e possibilità di ristrutturazione delle dinamiche relazionali.
- Elaborazione del lutto
La casa delle bambole può diventare uno spazio rituale e narrativo in cui il paziente elabora la perdita, ricostruendo il legame con la persona scomparsa e riorganizzando la propria identità in seguito al lutto.
- Interpretazione dei sogni
Il Metodo FATOS© può essere utilizzato anche per interpretare i sogni dei pazienti, in quanto non è raro che i pazienti facciano dei sogni all’interno degli spazi domestici. Le modalità di interpretazione dei sogni consistono nell’interpretazione dei macro-elementi e dei micro-elementi presenti nel sogno del soggetto.
Cosa si osserva?
Nel Metodo FATOS© si analizza il significato simbolico dei:
- Macro-elementi, che corrispondono alle stanze in cui sono disposte le bambole
- Micro-elementi, che corrispondono agli oggetti e all’arredamento di ciascuna stanza in cui sono disposte le bambole.
Inoltre, si ricorre all’interpretazione sistemico-relazionale per interpretare la disposizione delle bambole.
Cosa ho scoperto?
L’uso della casa delle bambole, come spazio tridimensionale capace di contenere ed evocare il mondo interno del paziente, permette di accedere a narrazioni profonde, spesso difficili da esprimere con le sole parole.
Le stanze, gli oggetti, le disposizioni spaziali, diventano strumenti di rivelazione affettiva e di trasformazione relazionale. Ogni dettaglio, se ascoltato con sguardo simbolico, apre una porta sull’inconscio, sulla storia familiare, sui ruoli assunti e sulle emozioni rimosse.
Nel corso della pratica clinica, ho osservato che alcuni pazienti, dopo aver intrapreso un percorso con il Metodo FATOS©, iniziano spontaneamente a riordinare gli spazi della propria casa reale. Questo fenomeno, noto come decluttering, assume un significato che va ben oltre l’atto materiale di eliminare il superfluo.
In chiave simbolica, il riordino si configura come una forma di riscrittura della propria narrazione identitaria, una riorganizzazione del Sé attraverso l’ambiente. Ogni oggetto spostato o abbandonato diventa espressione di una trasformazione interna, ogni scelta abitativa un frammento del proprio processo terapeutico. È in questo senso che il riordino può essere considerato un’estensione concreta del lavoro simbolico svolto con la casa delle bambole.
Da un punto di vista sistemico-relazionale, tale gesto può indicare una ridefinizione dei confini personali e familiari, un atto di separazione o di riconnessione emotiva. Spesso è proprio nel riordinare che i pazienti riportano di aver incontrato ricordi significativi, come accaduto a una paziente che, ritrovando un giacchino delle scuole medie, ha contattato con sorpresa e tenerezza la parte fragile e dimenticata della sua “sé bambina”. Questo tipo di evento diventa prezioso materiale clinico, capace di offrire aperture trasformative nella narrazione terapeutica.
Dal punto di vista psicodinamico, il decluttering può essere letto come attivazione di meccanismi di difesa adattativi, tra cui la sublimazione, quando il riordino assume una funzione creativa e organizzativa dell’ansia; l’anticipazione, come preparazione a un cambiamento interno; oppure l’altruismo verso il proprio Sé, nella capacità di lasciar andare ciò che non serve più per far spazio al nuovo.
Il gesto simbolico del riordinare può quindi divenire un contenitore per la rielaborazione di contenuti inconsci, contribuendo a rafforzare il senso di padronanza e di integrazione tra le parti del Sé.
Il riordino, dunque, non è solo un gesto concreto, ma un linguaggio. È una forma narrativa agita, che racconta qualcosa di profondo sul paziente e sul suo processo di cura. È uno specchio di ciò che accade dentro, un atto terapeutico implicito che accompagna la trasformazione psichica. In questa cornice, la casa – reale o simbolica – diventa un luogo di cura, di contenimento e di possibilità.
Conclusioni
Ad oggi, non esistono ancora studi empirici sistematici che validino l’efficacia del Metodo FATOS©, ma l’osservazione clinica suggerisce con forza che l’approccio possa aprire nuove vie nell’esplorazione del Sé e delle relazioni.
Questo mio lavoro si propone come base teorico-clinica e operativa per future ricerche, auspicando uno sviluppo più strutturato di metodologie, strumenti e valutazioni scientifiche. Il Metodo FATOS©, nella sua essenza, non è solo una tecnica ma un atteggiamento. È uno sguardo capace di cogliere il simbolico nell’ordinario, di ascoltare gli oggetti come portatori di storie, di leggere le stanze come mappe interiori. È un invito a guardare la casa – e chi la abita – con occhi nuovi, pieni di attenzione, rispetto e meraviglia.
